Effetto Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026: Bormio perde incassi ma punta sul rilancio del comprensorio unico

Si è chiusa ufficialmente la stagione invernale di Bormio, un’annata che passerà alla storia per il prestigio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, ma che lascia in eredità un bilancio economico decisamente pesante. Tra l’entusiasmo per la visibilità globale e i conti della serva, il quadro tracciato da Valeriano Giacomelli, amministratore delegato della Sib (Società Impianti Bormio), non usa giri di parole: la stagione olimpica termina con il segno meno.

I numeri della crisi: 110mila presenze perse
Il dato più d’impatto riguarda l’affluenza: 110mila presenze in meno rispetto all’anno precedente. Un calo fisiologico e in gran parte previsto, dovuto alla chiusura integrale delle piste al pubblico dal 1° al 16 febbraio (il cuore della manifestazione) e alle forti limitazioni subite nella settimana successiva.
“Abbiamo dovuto tenere aperti gli impianti esclusivamente per gli atleti e lo staff delle squadre”, ha spiegato Giacomelli a Il Giorno. Questo ha creato un paradosso gestionale: mentre i ricavi andavano “in picchiata” a causa del blocco dei turisti, i costi di gestione rimanevano altissimi. La preparazione della pista Stelvio, mantenuta in condizioni perfette fino in paese per tutta la durata dell’evento, ha richiesto investimenti ingenti, specialmente sul fronte della neve artificiale.

L’eredità delle Olimpiadi: visibilità e infrastrutture
Nonostante il “rosso” in bilancio, non tutto è da scartare. L’evento ha garantito a Bormio una vetrina internazionale senza precedenti, con immagini trasmesse in tutto il mondo. A questo si aggiunge il lascito infrastrutturale, come la profonda ristrutturazione dello Ski Stadium della Stelvio, un asset che rimarrà a disposizione del territorio per i decenni a venire.
“Sotto questo aspetto è stata senza dubbio una grande annata”, ammette Giacomelli. La scommessa è che il deficit di oggi si trasformi nel profitto di domani: la speranza è che l’esposizione mediatica attiri nuovi flussi turistici già dalle prossime stagioni.

Il futuro: il sogno del comprensorio unico
Perché la ‘grande scommessa’ olimpica paghi davvero è però necessario, secondo i vertici della Sib, un cambio di passo strutturale che punti alla creazione di un comprensorio unico in Alta Valtellina attraverso una strategia chiara: realizzare il tanto atteso collegamento tra Bormio e Santa Caterina Valfurva e progettare un’unione impiantistica capace di includere, in futuro, anche Livigno.

“Basta chiacchiere, bisogna agire”, conclude Giacomelli, lanciando un appello alla politica affinché trovi le risorse necessarie. L’idea è che solo trasformando le singole località in un unico, gigantesco hub dello sci, la Valtellina possa davvero competere con i grandi colossi internazionali del turismo invernale.

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